Nel testo “Le compositrici ucraine tra tradizione e innovazione. Musiciste e compositrici”, vol.2, curato da B.M. Antolini, O. Caianiello, M. Gammaitoni, SEdM ed. 2023 un’attenzione particolare è rivolta dalle curatrici alle compositrici ucraine.

Valorizzando “la musica, tra le diverse forme di espressione artistica, come strumento di sopravvivenza alla distruzione della guerra, canti e musiche vengono enfatizzati perchè uniscono le persone, rinforzano ideologie, istanze sociali e identità, in un’antica, ancestrale memoria collettiva”, scrive Milena Gammaitoni in un articolo per Strumenti&Musica.com a partire dal volume curato.

Tra le altre artiste ucraine, Victoria Vita Poleva è la più nota: “le sue musiche sono spesso protagoniste nei repertori di Gidon Kremer. Nata a Kiev nel 1962, dove insegnava composizione al Conservatorio da più di vent’anni e che ha dovuto abbandonare in seguito all’invasione della Russia nel 2022, è autrice di numerose composizioni (….) Già nel 2014 si era descritta ‘completamente disarmata, impoverita, ridotta a zero’, perchè erano gli anni della guerra civile nel Donbass. Poleva raccontava della sua evoluzione come compositrice, della ricerca silenziosa, nel dialogo con testi sacri, religiosi, poetici, filosofici. Dell’indispensabilità del dolore e dell’amore come uniche strade di un autentico atto creativo”.

Con l’invasione della Russia, la produzione della compositrice è stata intensa e, se possibile, ancora più mirata come la sua vita: “Ho deciso che sarei stata più utile come compositrice che come infermiera o cuoca. Forse mi sbaglio, forse non dovrei fare nulla, e la cosa migliore è semplicemente morire nella mia patria. Ma continuerò a vivere, amare, scrivere musica, lavorare il più possibile, scacciare i pensieri di morte e vivere. La mia anima è ancora viva”.